Scrivere con i suoni
Work in progress
Qualunque sia la teoria o l’idea che ci si fa di cos’è una trasmissione radiofonica, è il modo in cui si lascia ascoltare che conta. Ovvero l’immagine sonora che restituisce.
Pensare la radio in termini di sensazioni, d’immagini, di paesaggi sonori è uno dei segreti del reportage e della creazione radiofonica. Basta il grido di un gabbiano e vedete il mare, il rumore di un cortile di ricreazione ed ecco che vi ritrovate nei vostri ricordi di scuola. La radio insomma ha il potere di far viaggiare l’ascoltatore nello spazio e nel tempo. Che sia fiction, documentario o informazione, si può parlare di eventi e situazioni successi in luoghi e tempi molto diversi. Il solo limite che bisogna imporsi è quello della comprensione dell’ascoltatore, dovete tener presente che, per seguirvi, ha solo le orecchie e deve poter ricostruire la storia passo passo.
Il ritmo
Il ritmo di una trasmissione è fondamentale per mantenere all’erta l’attenzione del vostro ascoltatore. La soglia di attenzione di un ascoltatore medio, alla radio, varia seguendo cicli di 3 minuti circa. Da un picco di attenzione al calo fisiologico dell’interesse dell’ascoltatore, anche perché non dobbiamo dimenticare che la radio accompagna molte delle nostre attività quotidiane e quindi spesso il nostro interlocutore si trova a sostenere sollecitazioni che lo distolgano dall’ascolto anche solo per qualche secondo. Questo significa che per attirare l’attenzione bisogna saper dosare momenti forti e momenti deboli, dei momenti intensi e seri con dei momenti di leggerezza, accelerazioni e lentezze, momenti di parlato e di musica, rumore e silenzio.
Il ritmo è l’arte delle rotture e delle transizioni. E’ ciò che permette di rompere la monotonia, di mobilitare l’attenzione e che contribuisce a creare gli ambienti sonori.
Costruire un ritmo significa operare un lavoro di taglia e cuci basato sulle durate di ciascuna sequenza, in rapporto alle altre tenendo presente che una successione di sequenze di pari durata creerà comunque la sensazione di monotonia, a prescindere dall’interesse per il contenuto.
Tonalità e atmosfera
La tonalità di una trasmissione dipende dal lavoro fatto sul ritmo e può essere greve, leggera, nostalgica, spiritosa, angosciante come per qualsiasi discorso. Ed esattamente come qualsiasi discorso, quello radiofonico ha una sintassi propria: i diversi elementi di una trasmissione devono essere legati tra loro come quelli di una frase. Per passare quindi da un luogo e un interlocutore a un altro dobbiamo usare dei raccordi più o meno espliciti.
La voce
L’uso della voce è fondamentale e creerà diverse reazioni nei nostri ascoltatori. Una voce acuta e concitata metterà all’erta mentre una voce calda e posata darà un senso di tranquillità e faciliterà l’ascolto.
La musica
Uno degli elementi fondamentali della radio è proprio la musica. Il ‘colore musicale’ di una trasmissione dipenderà dalla scelta dei pezzi, dalla sonorità e dalla capacità di evocazione in base al tema che state trattando.
I rumori ambientali
Esattamente come per la musica, i rumori ambientali del vostro reportage, saranno scelti in base alla capacità evocativa che esprimono, che può essere diretta o metaforica. Per esempio per rappresentare una folla all’ingresso di una metropolitana si potrebbe, a livello metaforico, mettere la registrazione di una mandria di buoi. Ovviamente in questo caso bisogna che la metafora sia abbastanza evidente per non perturbare la comprensione.
Il silenzio
Anche il silenzio è portatore di senso. Un silenzio di qualche secondo dopo una sequenza è un modo tra i più potenti che ci siano per accentuare la forza, prolungare l’emozione o l’effetto drammatico di un’intervista. La radio in fondo non è forse l’arte di saper gestire i silenzi?














