Il radio documentario
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pagina a cura di Sara Sartori
Quando parliamo di documentario a noi tutti viene in mente un film, un supporto video di carattere culturale, sociale, scientifico o informativo. In effetti nell’immaginario collettivo, grazie soprattutto al potere divulgativo della televisione, siamo portati a pensare che, proprio grazie al mezzo televisivo, sia nato il genere documentario. Niente di più falso, il genere documentario nasce molto prima del piccolo schermo, agli inizi del novecento, grazie ad autori di grande rilievo internazionale come Robert Flaherty o Dziga Vertov che, già negli anni ’20, hanno saputo raccontare realtà remote e sconosciute con una grande capacità poetica.
Il documentario audio è un genere meno conosciuto, nasce in Inghilterra alla fine degli anni ‘30 e in Italia avrà padri onorevoli come Amerigo Gomez e Pia Moretti inviati del Eiar, (Ente Radio Audizioni Italiane, concessionaria del Governo italiano, nata il 17 novembre 1927 dall’Uri, Unione Radiofonica Italiana sotto il regime fascista), che negli anni ‘40 emergeranno come voci in grado di raccontare l’Italia. Evidentemente lo stile radiofonico dell’epoca era dettato dalle condizioni politiche e quindi l’ascolto altisonante ci ricorda i cinegiornali Luce diffusi dal regime.
Per ascoltare alcuni esempi di primi radiodocumentari
Tuttavia, grazie alle voci di questi autori gli italiani hanno potuto partecipare ad eventi memorabili che nessuno avrebbe pensato di poter filmare e portare in tempo reale al pubblico. La storia del documentario radiofonico è strettamente intrecciata a quella della radio e alle evoluzioni politiche e sociali del paese e sarebbe difficile dare qui un’esaustiva storia.
Per approfondire in merito segnaliamo il sito
Quello che è importante notare è che il documentario radiofonico, con alti e bassi, è sempre rimasto un genere in grado di portare alla luce storie dimenticate. La scrittura radiofonica si nutre come sappiamo di voci, suoni e musica. Nel documentario si privilegiano le prime due lasciando alla musica un ruolo di intermezzo giusto per dare all’ascolto il ritmo necessario. I radiodocumentari che, per finalità narrative, contengono al loro interno sequenze ricostruite e/o interpretate da attori vengono comunemente definiti docu-drama.
Nel radio documentario il ruolo principale è lasciato ai protagonisti della storia che in prima persona raccontano in un flusso di parole racconti, ricordi, aneddoti che conducono l’ascoltatore all’interno della storia che si racconta. L’autore si fa invisibile e la sua voce spesso non è nemmeno contemplata se non per brevissimi tratti che possono fungere da capitoli.
Un radiodocuimentario può essere trasmesso in più puntate e viene considerato così un appuntamento dall’ascoltatore che segue una storia articolata e complessa.














